Circa le convenzioni con l’INPS, che hanno stipulato alcuni Uffici Scolastici Regionali e che impegnano poi il personale delle segreterie scolastiche tramite le reti di ambito, abbiamo denunciato l’arbitrarietà e l’autoritarismo degli stessi Uffici.
Essi infatti non hanno nessuna facoltà e nessuna potestà di stipulare convenzioni e prendere accordi con Enti terzi che impegnano del personale che non è direttamente dipendente da loro. Le segreterie scolastiche e le scuole sono già oberate di lavoro per proprio conto per doversi e potersi assumere incombenze che palesemente non spettano loro. Né la “trovata” organizzativa delle reti con il corredo delle scuole polo può far passare questa invasione di campo e questa coazione amministrativa. Peraltro, questi lavori aggiuntivi, per essere svolti, implicano un processo di formazione del personale svolto dall’INPS, formazione che, en passant, ricordiamo è pur sempre materia di relazione sindacale.
L’altra questione di cui ci siamo di recente occupati riguarda la richiesta di dati che le scuole hanno già trasmesso a NoiPa relativi ai compensi accessori a fini fiscali e previdenziali delle certificazioni uniche.
Abbiamo consegnato, come FLC CGIL, le note dell’INPS e del MEF che sullo stesso argomento impartiscono alle scuole indicazioni contraddittorie.
Ciò crea una grande incertezza e un grande disorientamento che vanno velocemente fugati. A questo scopo abbiamo proposto, insieme alle altre organizzazioni sindacali, che il MIUR intervenga facendo chiarezza sia presso gli USR e l’INPS sia presso il MEF.
E ciò per chiarire: da un lato, che le convenzioni INPS/USR non debbono avere alcun effetto pratico dal momento che quelle operazioni che vengono chieste alle scuole o alle reti di scuole, tramite le scuole polo, sono di spettanza esclusiva dell’INPS; dall’altro, che i dati già in possesso delle Amministrazioni pubbliche non debbono essere ritrasmessi, pena doppio lavoro e incalcolabili disfunzionalità
Su entrambe le questioni il MIUR, rappresentato dalla Dott.ssa Rosa De Pasquale, Capo Dipartimento del l’Istruzione, ha preso l’impegno di chiarire entro due giorni i termini del problema, nella consapevolezza che tali procedure non debbono affatto ricadere sulle scuole, che, ricordiamolo, ancora non hanno neppure la possibilità di sostituire il personale che si ammala, nonostante i ripetuti impegni dell’Amministrazione a risolvere la questione.
